LO STRILLO DI QUDU…INFORMAZIONE QUASI QUOTIDIANA…

2 giugno 2016. Lo Strillo torna, a distanza di circa due mesi, per affrontare un tema che lambisce la letteratura ma affronta a pié pari il diritto all’espressione. Il Segretario della Lega Nord Salvini ha il diritto oppure no di presentare il suo libro in una libreria?

In occasione di una delle ultime partecipazioni di Salvini ad un evento della campagna elettorale per le prossime amministrative, è stata fatta un’irruzione da parte di alcuni manifestanti, in una nota libreria di Bologna, e le copie del suo libro sono state strappate. Qualche giorno fa, sempre Salvini, ha presentato la sua “fatica” editoriale in una piccola piazza del centro di Bologna, proprio perché nessuna libreria ha messo a disposizione i propri locali per l’evento.

Sorvolando sulla quasi completa interdizione della zona non solo per i manifestanti ma anche per gli altri cittadini, chi riesce a biasimare il libraio che ha avuto paura che parte del suo magazzino, che poi lui dovrà pagare, avrebbe potuto essere distrutto da qualche idiota di passaggio?

C’è un duplice fronte di discussione: il diritto alla parola e il dovere di rifiutare la provocazione. Salvini ha il diritto di presentare il suo libro, in un luogo adatto, in pace, insieme ai suoi militanti politici e possibili lettori. Salvini ha il dovere di farlo, però, evitando di provocare costantemente il prossimo con frasi ingiuriose e violente. Altrimenti la risposta non potrà che essere identica e le responsabilità verranno rimpallate da una parte all’altra all’infinito, come il marchingegno fatto di palline di acciaio che si muovono in modo perpetuo.

Le affermazioni di coloro che hanno gioito alla mancata concessione di una libreria per la presentazione, rasentano il qualunquismo quando riportano che è giusto che in libreria non ci siano testi fascisti che inneggino alla violenza o al razzismo…come se negli scaffali non ci fossero testi sul fascismo, su Hitler, o scritti da autori negazionisti dell’olocausto o più semplicemente da facinorosi e revisionisti. Quindi poche storie. Salvini, in libreria, è in ottima compagnia.

Le controdeduzioni degli “amici” di Salvini si fermano ad altrettanta tracotante banalità: “I comunisti parlano di diritti e poi negano quello fondamentale: quello alla parola”.

Si arriverà mai ad una soluzione. Credo di no. La nostra rabbia, il nostro essere politicamente corretti anche nelle scorrettezze, il nostro voler fare riferimento sempre e anche a sproposito al passato di questa nazione, ci porterà sempre a giudicare dall’alto in basso tutti quelli che la pensano in modo diverso, specie se provocatori. Ai provocatori va lasciata la possibilità di fare, di stare insieme ai loro schiamazzi e alle loro violenze verbali. Ai provocatori va lasciata l’illusione di poter essere anche degli scrittori.

Un abbraccio da qudu e grazie per l’attenzione!

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2 risposte a “LO STRILLO DI QUDU…INFORMAZIONE QUASI QUOTIDIANA…

  1. Cerco spesso di trovare in rete i nuovi lavori di Fabia Ghenzovich. La sua scrittura è coinvolgente, dialoga implacabile attraverso i versi. E qui, prendo per me quel pulviscolo di terra ancestrale che circonda e guida la lettura di questi versi, totem-tabu, scansione di una realtà turbata e familiare. Il richiamo è invece quello di guardare in senso istintivo, non mediato dalla convenzione, ciò che la “bestia uomo” cerca di nascondere al suo simile attraverso i contratti sociali che regolano la sua vita e il suo genere, da ogni parte della storia che esso attraversa.

  2. fabia

    grazie Meth,
    hai colto il senso di Totem, un guardare ad un vitale primario, ancestrale e naturale da cui ci siamo pericolosamente allontanati per astrazione e scissione.

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