LO STRILLO IN ARCHIVIO

31 luglio 2015. Prime delle ferie d’agosto, qudu deposita sulle vostre soglie una questione quanto mai spinosa e delicata perché, a suo modesto parere, ha caratterizzato e caratterizza l’idea di fondo che l’opinione pubblica ha della piccola e media editoria: cioè che si tratta principalmente di un mondo di “farabuttisucchiasoldi” a coloro che hanno velleità di scrivere.

Questo è il concetto che viene ogni volta, in ogni salsa, discusso in ogni luogo, con ogni mezzo, e in toni principalmente nervosi e poco costruttivi. Perché, ad avviso di qudu, non si coglie nel centro la questione.

Fare l’editore non può, come ogni professione che unisce in sé diverse peculiarità, essere fatto in modo parziale. Il professionista, o colui che si definisce tale, dovrebbe, quindi, occuparsi di editoria a tempo pieno, non relegando a questa attività i fine settimana o una parte della giornata perché, nel frattempo, svolge un’attività principale. In questo caso non si tratterebbe di professionista dell’editoria, ma di altro. Va da sé che, in questo ultimo caso, si vedrà quasi costretto a chiedere l’appoggio economico dell’autore per poter supplire a tutte quelle mancanze “professionali” alle quali è incapace di adempiere per motivi di scarso tempo o scarsa competenza data dall’esperienza.

Analizziamo, anche se sommariamente, i costi di un editore: la parte preponderante delle spese dovrebbe riguardare la promozione dei propri libri attraverso presentazioni, eventi e commercializzazione tramite la rete distributiva. L’altra parte del lavoro, in termini di costi, fondamentale, dovrebbe essere la collaborazione di professionisti di quei settori legati all’editoria come la grafica e la fotocomposizione, per esempio. Ultimi in ordine di importanza dovrebbero risultare i costi relativi alla stampa. Un libro di circa 200 pagine, con un formato A5, stampato in 100 copie con tecnologia digitale (ma ora i prezzi della tecnologia offset si stanno adeguando) costa, senza illustrazioni a colori, non più di 2,5 Euro a copia. Aumentando il numero di copie stampate naturalmente il prezzo diminuisce. L’iva da aggiungere, se si è editori, è del 4%. Fare un libro, quindi, esclusa la promozione, non costa più di circa 400 Euro, all’editore (compreso il lavoro dell’impaginazione e della stampa, per esempio di 100 copie). Se quest’ultimo, tramite la promozione, con un prezzo di copertina medio di 10-12 Euro, non è in grado almeno di recuperare questa somma nell’arco di qualche mese senza doverla chiedere all’autore come contributo, allora dispiace, ma non è un editore professionista, a nostro avviso.

Il rapporto con l’autore rappresenta poi l’altra testata d’angolo della costruzione editoriale: la contrattualizzazione, il riconoscimento della proprietà intellettuale, chiarire che se un libro viene fatto è perché ci si crede e quindi potrà essere una fonte di reddito e di riconoscimento sia per l’editore che per l’autore. Se non si considera l’autore un patrimonio umano e intellettuale da valorizzare e non lo si tutela, alla prima occasione, alla fine della prima tiratura, l’autore se ne andrà per altri lidi parlando male dell’esperienza avuta.

Certamente i generi che vengono pubblicati possono essere più o meno redditizi; la saggistica, su certi temi, lo è più della poesia per esempio. La narrativa e l’editoria per ragazzi rappresentano, se ben fatti, fonti di guadagno accettabili. La divulgazione e la promozione dei diversi generi però, deve seguire canali differenti, per poter permettere a tutti i propri titoli di rendere al meglio. Ecco perché qudu ritiene che l’editore di genere sia estremamente limitante, dal punto di vista della visibilità e della reddittività. A meno che alle spalle non si abbia un nome che ha costruito negli anni visibilità, prestigio e riconoscimento da parte del pubblico. La politica editoriale non passa per il genere, ma per come i generi vengono intrecciati seguendo un filo logico e trasversale di linguaggi.

Insomma, dedizione alla professione e attenzione ai contenuti e all’autore rappresentano, secondo qudu, la via alla sopravvivenza, anche se con qualche difficoltà. Il piccolo editore, sempre per la già citata Teoria della Coda Lunga (si veda lo Strillo del 6/5/2015), deve rendersi visibile e autorevole nella propria nicchia di mercato costituita da lettori, da estimatori non necessariamente lettori e professionisti del settore, come i librai. Deve mantenersi fuori da logiche commerciali che appartengono ai grandi gruppi (ecco perché le questioni dibattute recentemente sulla chiusura di collane importanti di altrettanto importanti case editrici deve essere considerato, secondo qudu, un argomento da analizzare ma con distacco perché non direttamente collegato alla sua “vita e prosperità”).

Qudu non ha la verità in tasca, qudu lotta per la sopravvivenza conscio che il mercato dell’editoria veramente indipendente è difficile da governare e da cavalcare. Qudu accetta commenti, naturalmente, tra uno spritz e una granita, in queste prossime ferie d’agosto, per chi le fa…saluti e grazie per l’attenzione.

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15 maggio 2015. Dopo lungo peregrinare per librerie, festival e piccole fiere del libro, nell’intervallo tra un’uscita di un titolo ed un’altra, qudu torna con lo Strillo, sempre cercando di stimolare i lettori sui temi riguardanti l’editoria.

Fiumi di parole sono stati riversati sulla stampa, cartacea e on line, suscitando commenti più o meno educati ma complessivamente tutti a sfavore, o meglio contrari, della fusione tra la casa editrice Mondadori e la casa editrice Rizzoli. Innanzitutto, dopo un enorme dibattito, tutto ora tace, quasi non se ne volessero approfondire i contenuti.

Ecco il punto di vista di qudu, a patto che a qualcuno interessi.

Ci sono due categorie di editori, oltre naturalmente a quelli enormi come appunto i due sopracitati: quelli medi, conosciuti, con cataloghi che contengono autori noti, distribuiti e facilmente rintracciabili all’interno delle librerie, sia quelle indipendenti che quelle di catena. Poi ci sono quelli piccolissimi, che escono con meno di 10 titoli all’anno, come noi di qudu, che non sono distribuiti, e che lavorano un po’ al di fuori dei contesti canonici di produzione e diffusione editoriale, tentando di fare moltissima promozione e partecipando ad innumerevoli eventi culturali, per farsi conoscere e cercare di rendersi più visibili ai lettori. Tra le due categorie, la seconda è quella che comprende migliaia di soggetti, mentre la prima, qualche decina.

Fatta questa premessa, ciò che qudu vorrebbe dimostrare, è che la fusione tra i due colossi editoriali, non porterà a variazioni sostanziali delle condizioni del mercato editoriale italiano. Escluse naturalmente motivazioni di carattere etico come quella dell’accorpamento dei poteri e del consolidamento della posizione all’interno del panorama editoriale nazionale, che riguarda però meno i lettori ma molto gli autori, ma, essendo appunto di carattere etico, è anche – ahimè – intesa come completamente soggettiva. A parte ciò, il nuovo colosso si costituisce come un’aggregazione di risorse, mezzi, persone, potere di lobby, capacità di visibilità, di distribuzione e di vendita che non cambia se unito o diviso in due parti. Ciò naturalmente a livello sistemico e non entrando nel particolare, dove si potrebbero evidenziare delle variazioni. A fronte di tutto questo, per i medi editori (prima categoria) la situazione, a nostro avviso, resta invariata. Continueranno a godere anch’essi della medesima visibilità, della medesima presenza di autori noti in catalogo, della loro capacità distributiva. Per i piccolissimi editori (seconda categoria), nulla cambierà ugualmente, restando costretti al loro mercato quasi parallelo fatto di molto lavoro e scarso riconoscimento a livello mediatico. Qui entra in ballo un modello economico vero e proprio, cioè la Teoria della Coda Lunga che, sommariamente perché verrà analizzata nel prossimo Strillo, conferma che la quota di nicchia, cioè rivolta ad un pubblico limitato ma attento, all’interno di un mercato come può essere quelle editoriale, consente la sopravvivenza degli operatori che all’interno di quella nicchia si muovono rispondendo alle esigenze di coloro che usano e si rivolgono a quegli specifici prodotti e servizi. In proporzione molto di più degli operatori che, a causa della loro dimensione maggiore, non hanno le caratteristiche per potersi rivolgere solamente ad un pubblico specializzato o molto interessato.

Ecco la sintesi quindi; una voce fuori da ogni commento, anche condivisibile, ascoltato o letto in questi mesi su questo argomento. La vera questione, che difficilmente si modificherà, continuerà ad essere la scarsa propensione alla lettura del pubblico, vera causa, insieme all’enorme produzione editoriale nazionale, dei magazzini pieni e degli editori che, per far fronte a serie difficoltà economiche, si trasformano in grandi aziende che di editoria, ahimè, masticano solo poche parole a scapito di questioni riguardanti bilanci, fallimenti, licenziamenti e monopoli.

Si attendono commenti. Un caro saluto da qudu e grazie per l’attenzione. Alla prossima.

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31 luglio 2014. Lo Strillo torna su un tema di stretta attualità nel campo editoriale. Qualche giorno fa il programma Fahrenheit di Radio 3 ha mandato in onda un interessante dibattito tra alcuni editori sull’utilizzo anche in questo campo del crowdfunding. Qudu si permette di esprimere un’opinione in merito, per altro già evidenziata all’interno della trasmissione con una comunicazione letta dalla conduttrice.

L’utilizzo di risorse pubbliche (nel senso di appartenenti a membri della collettività) è uno strumento che dovrebbe essere utilizzato con parsimonia. L’abuso, a nostro avviso, di questo tipo di finanziamento per realizzare progetti professionali di qualsiasi tipo, compreso un libro, ne sta snaturando il significato ma soprattutto sta modificando in negativo (a nostro avviso) la figura dell’imprenditore che, per professione, crede e quindi investe, in cultura. Da che mondo è mondo, l’editore è sempre stato colui che, grazie al suo intuito e alla sua esperienza, ha riconosciuto un’opera scrittoria di proprietà intellettuale come capace di essere divulgata con successo e quindi altrettanto capace di dare riconoscimento (e anche risorse economiche) sia a lui che all’autore.

Che senso ha utilizzare risorse altrui, con l’incognita che queste poi potrebbero non essere sufficienti per pubblicare il libro prescelto? Che senso ha lasciare l’autore nell’incertezza della eventuale pubblicazione, facendolo passare per le forche caudine della mancanza di denaro che non ha reso possibile la nascita di un progetto sicuramente sudato e partorito con travaglio? L’editore, alla radio, rispondeva: “Noi utilizziamo anche nostre risorse perché i nostri collaboratori aiutano l’autore nell’editing e nelle strategie di comunicazione commerciale quindi ci mettiamo in gioco insieme ad esso…”. “E ci mancherebbe!” Sottolineiamo noi…La professionalità con cui un editore, in questo nuovo mondo in cui la nostra professionalità viene spesso considerata alla stregua di usurai che sfruttano i desideri di pubblicazione di molte persone, si deve mettere in evidenza con la cura che viene dedicata al lavoro da pubblicare e al rapporto con l’autore. Quindi non riteniamo che il “mettersi in gioco” da parte di un editore debba essere un fatto così eccezionale. Al contrario, dovrebbe essere la prassi.

Il mestiere dell’editore, secondo la nostra opinione, deve essere quello di valorizzare un lavoro di scrittura contrattualizzando i collaboratori, gli autori, i traduttori e tutti coloro che concorrono alla realizzazione dell’uscita del volume. Tutto ciò per ottenere un prodotto di qualità da presentare in eventi e in librerie, coinvolgendo il pubblico, vendendo copie e possibilmente riuscendo anche a guadagnarci. Niente di strano. Usare risorse altrui per poter pubblicare un libro sembra quasi affidare agli altri la responsabilità della riuscita di un progetto, o della eventuale non riuscita. Uscendo di fatto sempre vincitori e passando per coloro che hanno creduto in qualche cosa che poi per causa di forza maggiore non si è realizzata.

Accettiamo naturalmente suggerimenti, confronti, smentite e chiamate in causa! Grazie per la lettura e un caro saluto da qudu. Alla prossima!

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24 luglio 2014. Udite udite, lo Strillo torna per la prima volta nell’anno 2014…assopito ma vigile, quindi pronto a svegliarsi non appena la notizia da diffondere risulta interessante per i nostri lettori..non che in questi mesi non ci siano state notizie interessanti sulla questione editoria ma sicuramente queste due rendono lo Strillo di oggi degno di lettura!

Il dibattito sugli ebook si è fatto in questi giorni molto intenso, coinvolgendo editori favorevoli e contrari alla proposta fatta da Amazon di creare una sorta di abbonamento mensile per poter usufruire della possibilità di scaricare a piacimento tutti i libri desiderati dal catalogo..Chi dice bene, chi dice male..”la fine dell’editoria”, “l’ultima frontiera dell’editoria digitale”, insomma frasi un po’ senza senso a nostro modo di vedere. Nessuno dice due cose: la prima è che Amazon non intende eliminare la possibilità di scaricare singoli ebook a pagamento; la seconda è che tutti gli editori o i gruppi editoriali multinazionali rappresentati molte case editrici importanti soprattutto a livello scientifico (Wolters Kluwer e Springer per dirne due) che propongono il loro catalogo ai consorzi universitari, per esempio, portano avanti già da anni questi modalità. Contratti importanti e costosi ma che offrono agli utenti universitari (e molto spesso anche ai cittadini comuni se le biblioteche universitarie sono inserite nelle liste dove poter andare a recuperare articoli tramite il “document delivery”) tutto il catalogo di quell’editore, costituito per la maggior parte delle volte da migliaia di titoli e da altrettanti numeri di riviste specializzate e importanti a livello accademico per gli studenti, per esempio. Quindi nessuno scandalo da parte di Amazon, sempre a nostro avviso.

La notizia che assume rilievo è invece per noi quella che tratta la complessa vicenda della possibilità di rivendere gli ebook una volta acquistati (quindi il “mercato dell’usato” degli ebook). In Olanda, si legge sui giornali da ieri, viene recepita una sentenza della Corte Europea di Giustizia che equipara i software scaricati da internet a quelli acquistati su supporto ottico (cd e dvd quindi) dando di fatto la possibilità di poterli rivendere. Le modalità sono un po’ macchinose e alquanto bizzarre (si deve dichiarare di non aver fatto copie dell’ebook che si mette in vendita) ma di fatto aprono strade nuove nel mercato del libro elettronico, seguendo l’evoluzione rapidissima della tecnologia. In Italia il problema non è ancora molto sentito anche se sono presenti nel nostro territorio aziende e professionisti di questo settore che forniscono servizi e prodotti all’altezza di potersi chiamare ebook (è deprecabile invece, a nostro avviso, l’usanza di  chiamare “ebook” anche lo scarno pdf che viene solitamente messo on line da parte di qualche editore; è importante rendersi conto che sono necessari  professionalità e serietà per poter costruire un vero ebook consultabile su ogni lettore in circolazione e soprattutto che possa essere considerato a tutti gli effetti come una fonte di sostegno per la proprietà intellettuale che lo ha scritto). Diventa quindi quest’ultima la questione principale che si scontra con quanto riportato in questa notizia: come può fare un autore a percepire diritti da ebook che vengono rivenduti al mercato dell’usato? La stessa cosa vale naturalmente per i libri cartacei ma gli ebook amplificano esponenzialmente la questione all’infinito.

Bene. Ecco due spunti per il confronto. Leggete e scrivete. Naturalmente se volete! Saluti e grazie per l’attenzione da qu e da du e al prossimo Strillo!

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18 settembre 2013. Il primo Strillo settembrino, quello di oggi, che annuncia “tra fanfare e squilli di tromba” l’uscita del prossimo libro targato qudu: REAPARECIDAS di Patrizia Dughero. Una raccolta di poesie nata come omaggio all’arte del maestro Marcello Gentili, avvocato milanese dei primi processi contro la giunta della dittatura civico militare argentina, trasformatasi in opera poetica composita con l’aggiunta di alcuni dei disegni sui giornali presenti appunto nel catalogo del maestro Gentili IL SILENZIO SOPRA LE PAROLE (edito da 24marzo Onlus in collaborazione con qudu).

Con questa uscita, qudu si prepara al primo evento della stagione autunnale bolognese. In occasione della grande manifestazione 100 Thousand Poets for Change Bologna, testata d’angolo dell’omonimo evento mondiale, che si terrà  a Bologna i giorni 27, 28 e 29 settembre (https://www.facebook.com/groups/145995145544729/?fref=ts), qudu sarà presente con due eventi importanti: al Bar Senzanome, la sera del 27 settembre alle ore 21, dopo una lettura poetica di autori latino americani, verrà presentato il film VERDADES VERDADERAS, LA VIDA DE ESTELA sulla vita di Estela Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, insieme ai volumi della collana 24marzo Onlus sul tema dei desaparecidos pubblicati grazie a qudu.
Il secondo evento avrà luogo al Teatro Navile il giorno 29 alle ore 17,30, e comprenderà una presentazione della nostra antologia 100 Thousand Poets for Change, Bologna I Movimento, edita quest’anno, insieme ad una lettura poetica molto toccante di autori Siriani, alcuni dei quali inseriti nell’antologia.

Per oggi basta…troppe, ma doverose parole. Qudu ringrazia, saluta e riverisce!

copertina + costa   isbn 978-88-908513-3-9

 pagg. 76 con immagini a colori

 collana “Porta Maggiore”

 € 9,00

 

 

 

 

 

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16 agosto 2013. In questo sonnolento pomeriggio appenninico, qudu, indomito e iperattivo, prepara con uno Strillo ferragostano la sua marcia verso l’Umbria..Il prossimo 20 agosto, infatti, presso la Cittadella di Assisi, Qudu e 24marzo Onlus presenzieranno alla conferenza stampa di presentazione del volume illustrato da loro curato IL SILENZIO SOPRA LE PAROLE (disegni sui giornali) dell’Avvocato Marcello Gentili. La nota critica è del Professor Antonio Giordano, docente di Storia dell’Arte. Della nota biografica dell’autore, a cura di Jorge Ithurburu, Presidente di 24marzo Onlus, riportiamo di seguito un breve stralcio:
“[…] avevo sentito parlare di lui da molti esuli (argentini, ndr). Era stato l’avvocato della famiglia di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico morto nella Questura di Milano, dopo la strage causata dalla bomba fatta esplodere il 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana. Alcuni lo ricordavano come l’avvocato dei “pentiti e dissociati” negli anni del terrorismo (e per questo condannato a morte dalle Brigate Rosse), altri come l’avvocato delle A.C.L.I. o della “Comunità dell’Isolotto” di Firenze, oppure come uno degli animatori del Cineforum del “Centro San Fedele” o come vecchio militante della sinistra lombardiana del P.S.I..
Meno conosciuta la sua passione per l’arte anche se iniziò ad esporre i suoi disegni fin dal 1991.”
[…]

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9 luglio 2013. E’ prerogativa dello Strillo quella di occuparsi, nelle sue righe, di editoria..e allora in questa giornata sonnolenta e di apparente bonaccia, lo Strillo oggi si dedica ad un argomento che sta circolando sui mezzi di comunicazione in maniera altrettanto sonnacchiosa, quasi non fosse importante, quasi non fosse un sintomo di un eterno ritornare, di una ciclicità storica che contraddistingue l’Italia da molto tempo..l’acquisto da parte del gruppo FIAT delle quote del Corriere della Sera. L’opinione pubblica si indigna da anni (e la politica la segue parzialmente anche se solo a parole) per il conflitto di interessi che ha gravato (e grava ancora) su Berlusconi in quanto proprietario (de facto anche se non de jure) di reti televisive e giornali, il possesso dei quali stride palesemente con i suoi ruoli istituzionali..Bene ora la FIAT, sebbene non direttamente entità o elemento fondamentale della scena politica italiana, ma di quella industriale (e quindi, giocoforza, anche di quella politica), ottiene legittimamente, senza che nessuno sbraiti, la maggioranza delle quote azionarie del secondo quotidiano italiano dopo aver già acquisito da tempo quelle del quotidiano La Stampa..

La stampa stessa, le istituzioni, i partiti e i loro dirigenti urlatori, non proferiscono verbo, lasciando che a parlare siano esponenti di secondo livello degli organismi ai quali appartengono..

Il solo Della Valle, in preda ad un rigurgito di etica, scrive una lettera di protesta a Napolitano…ma lo fa in quanto competitor nella corsa all’acquisizione delle quote azionarie oppure perchè realmente si indigna? In ogni caso lo fa e gliene va dato atto..

Finale aperto dello Strillo: ma abbiamo veramente bisogno dell’indignazione di Della Valle per renderci conto che, primo, un editore deve fare l’editore a tempo pieno e non nel frattempo vender macchine e, secondo, è proprio necessaria questa concentrazione di poteri nelle mani di un grande gruppo industriale per far sopravvivere un quotidiano che fino ad ora ha “combattuto” nell’arena della stampa italiana in maniera dignitosa, legittima, proponendo le proprie opinioni e commentando la vita sociale, economica, culturale e politica del paese con l’unico mezzo a sua disposizione e cioè le parole?

Un caro saluto e grazie per l’attenzione da qudu.

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24 giugno 2013. Oggi qudu, tramite Lo Strillo, piange la compagna Laura Bonaparte, Madre de Plaza de Mayo – Linea Fundadora, che ci ha lasciato ieri.

Ieri sera Claude Mary, la biografa franco argentina di Laura Bonaparte, ci ha mandato un messaggio semplice: “E’ morta Laura”. Laura non era solamente una protagonista di un nostro libro, era uno degli emblemi della lotta per i diritti umani e per le rivendicazioni di tutti quanti (compresa lei), hanno avuto familiari desaparecidos durante l’ultima dittatura civico militare argentina. Con Vera Vigevani Jarach, che ci ha scritto poco dopo prima di andarla a trovare per l’ultima volta, e le altre Madres de Plaza de Mayo – Linea Fundadora, ha percorso tutte le distanze possibili per parlare, confrontarsi e lottare. Da molti anni non era più in grado di farlo fisicamente vista la malattia che l’aveva colpita. L’ha fatto per lei Claude Mary, intervistandola e scrivendo la sua biografia, l’ha fatto per lei sua nipote Victoria Ginzberg, testimoniando ai processi contro i gerarchi militari, l’ha fatto per lei Vera Vigevani Jarach, presentando in Italia la sua biografia in decine di incontri.

Qudu c’era. Hasta siempre, Laura. RIP

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30 maggio 2013. Lo Strillo, con colpevole ritardo ma conscio che in questo mese tutta qudulibri si è spesa indefessamente presentando libri e inziative in giro per l’Italia a favore della causa della “militanza della memoria” perseguita da Vera Vigevani Jarach e dalle Madres de Plaza de Mayo – Linea Fundadora, lo Strillo dicevamo, esce con un’edizione straordinaria dedicata alla novità editoriale di qudu! L’antologia poetica 100 MILA POETI PER IL CAMBIAMENTO – BOLOGNA I MOVIMENTO, nata dalla fusione in coro di più di 120 voci provenienti da tutto il mondo che hanno animato la città di Bologna lo scorso 29 settembre 2012! Ecco gli incontri per le presentazioni dei prossimi giorni: sabato 1 giugno ore 17 (vedi dettagli qui) – giovedì 6 giugno (vedi dettagli qui) – sabato 8 giugno (vedi dettagli qui e qui).

BUON ASCOLTO..E BUONA LETTURA! E SE VUOI ACQUISTARE UNA COPIA DELL’ANTOLOGIA CLICCA QUI!

copertina bassa

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20 aprile 2013. Lo Strillo torna oggi con un’importante segnalazione da fare all’auditorium virtuale di FB! Nelle giornate di lunedì e martedì sarà a Bologna una delegazione argentina composta da Estela Carlotto, Presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, Buscarita Roa Consiglio direttivo delle Abuelas de Plaza de Mayo, Juan Cabandié Alfonsin Consigliere comunale di Buenos Aires, giovane figlio di desaparecidos, nato all’ESMA, sequestrato e ritrovato nel 2004, Nicolas Gil Lavedra Regista del film “Verdades verdaderas. La vida de Estela”, Jorge Ithurburu Presidente dell’associazione 24marzo Onlus e Coordinatore della “Rete per l’Identità – Italia”.

Alle 15,30 la delegazione sarà ricevuta dal Sindaco di Bologna Virginio Merola e nel pomeriggio del 23 aprile, dopo aver visitato la mostra del pittore Andrea Benetti, per il quale la nostra qudu ha pubblicato il catalogo, si recherà alla Cineteca alle ore 18, Sala Cervi, per assistere alla proiezione del film sulla vista di Estela Carlotto “Verdades verdaderas. La vida de Estela”. L’evento sarà introdotto da una presentazione dalla Professoressa Silvia Grandi, docente di Fenomenologia degli Stili presso l’Università di Bologna, e di Patrizia Dughero, editore di Bologna. Naturalmente tutti siete invitati! Un forte abbraccio da la vostra qudu! Patrizia e Simone

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30 marzo 2013. Oggi lo Strillo, in questa vigilia di Pasqua piovosa e alla ricerca senza sosta di un governo, rilancia e si veste a festa presentando la sua novità editoriale, in uscita nei prossimi giorni e che verrà presentata alla stampa e alla città presso la Libreria Coop Zanichelli in Piazza Galvani 1/h a Bologna alle ore 11,00 del giorno 11 aprile. Andrea Benetti, autore della bellissima opera “Matite Spezzate” donata per la copertina del nostro BUSCANDO A MANUEL, presenterà la sua nuova personale “Colori e Suoni delle Origini” in un vernissage il giorno 13 aprile alle ore 18,00 presso la prestigiosa Sala Ercole di Palazzo D’Accursio a Bologna. Il catalogo è edito dalla nostra qudu. Il più sentito dei nostri ringraziamenti va naturalmente ad Andrea per aver creduto in noi..Un caro augurio di Buone Festività Pasquali e tanti cari saluti da qudu.Copertina Colori e suoni delle originiInvito-mostra_1-Pagina002

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24 marzo 2013. Oggi lo Strillo si fa portavoce, si fa altoparlante, e usa i suoi piccoli canali per ricordare e tentare di far ricordare. In questi giorni l’Argentina è all’ordine del giorno; oggi vorremmo che lo fosse anche per un altro motivo: in Argentina è la Giornata per la Memoria, Verità e Giustizia, istituita dal Parlamento nel 2002 allo scopo di commemorare le vittime della dittatura civico militare che iniziò col colpo di stato del 24 marzo 1976. “In Argentina, tutti avevamo la libertà condizionata…insegnare a leggere, fare la catechesi, manifestare per il biglietto scolare, lavorare ad un dispensario, tutte queste cose potevano essere viste come azioni pericolose. Ogni atto di solidarietà destava sospetti ed era considerato come sovversivo. (…) Signori Giudici: voglio rinunciare appositamente a ogni pretensione di originalità per chiudere questa requisitoria, voglio usare una frase che non mi appartiene, poiché appartiene già a tutto il popolo argentino. Signori Giudici: Nunca más (Che non succeda Mai più)” Julio César Strassera, Pubblico Ministero.

Al di fuori della retorica, il nostro intento è la divulgazione, la conoscenza e l’approfondimento di queste tematiche che ogni giorno scoprono anfratti nascosti di omertà, terrore, disgrazia. Cerchiamo di farlo a nostro modo, pubblicando libri e organizzando incontri. Grazie soprattutto all’associazione 24marzo Onlus che fa di quest’obiettivo la ragione della propria esistenza. Oggi a Buonos Aires ci sarà la grande manifestazione annuale; in questi giorni, nei luoghi del terrore come l’ESMA, e ora luoghi del ricordo, sono stati fatti incontri, presentazioni di libri (come il nostro UNA VOCE ARGENTINA CONTRO L’IMPUNITA’ di Claude Mary – https://qudulibri.files.wordpress.com/2013/01/recensione-le-monde-diplomatique_1-pagina1.pdf), sono state pianificate ulteriori iniziative da svolgere nei prossimi mesi in Italia e in Argentina sempre a questo scopo. Insomma, in moto perpertuo, perchè se ti fermi e non solleciti la corta memoria dell’uomo tutto può accadere di nuovo (oggi, dopo un’attenta rassegna stampa dei principali quotidiani nazionali, non si trova nessun articolo su questo argomento…chi ne trovasse è pregato di segnalarlo…).

Per chi vorrà leggere, qudu segnala due poesie di Patrizia Dughero, a tema, per non distogliere l’attenzione, e per chi volesse saperne un po’ di più, questa pagina wiki (http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_di_riorganizzazione_nazionale)…Buona ricerca e buona lettura da qudu (qudulibri.wordpress.com). Condividete!

ESMA

sala per partorienti

sono nomi difficili da tradurre,

nomi come occultamiento,

apropriada, persino desaparecido.

Laura dice: – non siamo madri mitiche,

soltanto donne disperate,

soffriamo un dolore senza nome,

per restare aggrappate a quello spazio

dove la morte si cincischia con la sconfitta,

dove lo sconcerto prende posto

a spazio e tempo, crimine senza autore.

e diventa noi – noi diciamo:

persona viva che non vive,

persona morta che non è morta

assente per sempre.

la lasciamo così, non la traduciamo,

la parola che nella sua lingua diventa transitiva:

scomparire qualcuno.

desaparición, dimensione impossibile.

al di là di ogni comprensione.  è impensabile.

invoca l’invisibilità.

nella vita tutto ciò che è reale

si consuma, si strappa, si rompe,

ma niente che sia reale desaparece.

e Hebe dice*: – ogni colpo del martello

con cui lui costruiva la mia culla

che tranquilla abitavo.

quale nome mi avresti dato

quello del santo del giorno

quello del nonno morto

o quello preferito da te.

dal mondo della famiglia,

madri trasportate

dalla morte di un figlio, di una figlia,

designate da quel momento.

Madres de desaparecidos, desaparición

espressioni inventate dalla crudeltà di criminali.

immersione nel linguaggio del terrore,

punto critico ch’erode

la possibilità d’intendere la condizione

e Juanita dice*: – continuo a vivere

in questa stessa casa.

poco tempo fa, ce l’hanno detto,

d’aver vissuto certi momenti,

e vogliamo parlare d’una funzione maternale,

difficile da comprendere,

non c’è madre se non c’è figlio:

è il figlio che significa la madre;

la madre il cui figlio viene fatto desaparecido.

si getta dal significante, si trasforma

nello spettro di ciò che fu,

si chiamerà madre de desaparecido,

nel linguaggio che la nomina

mentre la depreda, la saccheggia, la spoglia.

e Elena dice*: – non sono fantasiosa. mi costa

concentrarmi. spesso seguo il ritmo con i tacchi

quando sono sola o mi muovo.

come l’attore la madre è una macchina complessa:

movimenti, stasi, danza, ritmo,

espressione del sentimento:

ma l’attore può utilizzare dei trucchi,

mentre questa Madre non può utilizzare il corpo

a realizzare una trasformazione:

fermo immagine.

occorre allora entrare nel sogno della dea:

potere del nome; nominare una forza,

come nominare una creatura, una persona:

è per questo che il nome vero è mantenuto segreto.

il mito della mutilazione dell’antenato, mito lunare;

capire ch’è dimora d’una Dea quel luogo

dove tutto si rinnova e tutto è, come prima,

senza rinascita, dove nulla è completamente vivo;

e Mimì dice* : – mi appoggio a te, Madre compañera.

mi appoggio a te e tutto mi accompagna.

succede semplicemente

come tutti i giorni.

e sono nomi come occultamiento, che non pronunciamo,

preferiamo, e diciamo d’El Olimpo sequestrata.

e sono nomi come apropriada, e le rubiamo il senso,

lo occultiamo, diciamo e le diamo falsa identità.

preferiamo non udire le loro grida, là nella sala.

ma sono luoghi ripuliti, da Memoria ripuliti

e ci chiamano. e Hebe dice*: – dove sei figlio? come

ti senti? a volte mi sembra

di sentire le tue grida. adesso aspetto

tuo fratello, per parlare con lui.

non udiamo ancora le loro grida,

dal luogo ripulito da scorie.

è un movimento tellurico che

occupa tutto il nostro corpo:

le nostre apofisi sono sospinte da dita,

che determinano movimenti trasversali:

completa liquidità,

la maniera in cui ci tengono e la maniera

in cui ci muovono, sono determinate

da movimenti dei liquidi,

che portano a vertigine, vertigine da pieno,

nient’ affatto da vuoto; al risveglio,

un odore salino: non è necessario bere,

in ragione d’una salinità senza confini: uno stato.

e Beba dice*: – la tua allegria

diventò rabbia.

ma che può sapere il secco dell’umido?

sotto il giogo dell’inverno,

quando i corvi vengono a becchettare

e il cielo arde come le nostre teste,

la notte che arriva; la ricerca del furore,

per affrontare l’ora d’inverno

senza essere minacciato,

ogni istante, dalla morte;

e Hebe dice*: – tutto dice la tua assenza

e Cota dice*: – passarono

alcuni mesi, alla fine

il mio corpo

sentì il calore, la dolcezza

di quel figlio così atteso

sul mio petto. ho goduto

del suo riso, ho palpitato

(Patrizia Dughero, in “Cuore di Preda”, Cfr Edizioni,  2012)

Cambiamento

[…]

Siamo salite allora per invisibili scale

abbiamo trovato ritagli di stoffa,

come d’una coperta fatta a mano,

e ogni pezza ci lasciava immaginare

la storia di una vita differente,

unita alle altre serviva da riparo e da Memoria.

Poi sono stati numeri,

non li traduci e non li tradisci,

ci ha detto Hebe*: Trentamila figli nati

in anni di sofferenza

quando la morte

tentava di uccidere la vita.

Abbiamo cercato nel grembo della madre,

senza dimenticare l’amore e l’allegria,

vincitori della morte, nel vincolo,

troviamo 107[1], che dice identità,

occultamento, vita rubata,

e comprendiamo. Albeggia

e la Memoria è al centro,

coltre di ritagli e pezze colorate, unite, ricucite.

Si riempiono ancora le strade

di gente che cammina lenta e non si ferma,

spinta dal tempo, a continuare, non si ferma

e la penombra si dissipa lentamente,

passi affrettati lungo la strada,

in tutte le direzioni, ché Hebe M. dice*:

Per questo mi diletto

ad ascoltare. Mio figlio era già

alla terza chitarra, anche mio nipote

lo segue, ma lui ha un altro stile…

E Juanita continua a vivere nella stessa casa

e Cota, dalla stanza chiusa ha acceso la luce.

[1] È il numero dei nietos ad oggi  identificati, figli di donne sequestrate che sono state fatte partorire all’ESMA, nella sala delle partorienti, dopo aver subito torture e infine uccise perlopiù con il sistema dei voli della morte. I neonati venivano rubati e dati alle famiglie colluse con i militari per allontanarli dalle famiglie d’origine e dalle loro idee sovversive e pericolose, per rifondare una società “programmata”. Si calcola che i nietos siano circa 400/500.

(Patrizia Dughero, parziale ancora inedito, pubblicato in Carte Sensibili): http://cartesensibili.wordpress.com/2012/12/29/patrizia-dughero-il-paradosso-del-volo-su-una-voce-argentina-contro-limpunitadi-laura-bonaparte-una-madre-de-plaza-de-mayo/

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15 marzo 2012. Lo Strillo tenta di mantenere il proprio ruolo di diffusore di notizie attinenti al campo dell’editoria..e ci prova anche quest’oggi..con quest’articolo preso da La Repubblica (http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/03/14/news/if_book_then_2013-54541857/?ref=HREC2-14). Continuando sempre a discutere a proposito dell’atroce dilemma tra la preferenza verso il libro di carta o verso il libro elettronico, è organizzato a Milano da un pioniere italiano della produzione e della vendita dell’ebook (Bookrepublic), la nuova edizione di “If book then“…Cliccate e scoprite..Meditate gente, meditate..saluti da qudu (qudulibri.wordpress.com).

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9 marzo 2013. Oggi lo Strillo si fa “economista” e propone la lettura di un articolo ( http://www.repubblica.it/economia/2013/03/06/news/editoria_springer_online-53975643/?ref=HREC1-9) pubblicato su La Repubblica il 6 marzo scorso. Sempre il solito dilemma: carta oppure online? Libri oppure ebook? Qudu ancora non ha le idee chiare, pur utilizzando entrambi i formati; una cosa è certa però e cioè che dal punto di vista meramente divulgativo la velocità di acquisizione delle informazioni messe online non ha paragoni. Ma solo la velocità di acquisizione delle informazioni…perchè dal punto di vista dell’apprendimento del contenuto del libro, a nostro avviso, una bella e coinvolgente presentazione con un pubblico che maneggi, e speriamo, compri un libro, non ha rivali quantomeno in una fase di approccio al testo. Commentate se volete…Cari saluti e buona lettura da qudu (qudulibri.wordpress.com).

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6 marzo 2013. Lo Strillo torna con una segnalazione di un articolo interessante (http://blog.vanityfair.it/2013/02/quando-leditor-rimbocca-le-coperte-intervista-a-jacopo-de-michelis/), pubblicato su Vanity Fair del mese di febbraio. Si tratta di una semiseria ma arguta opinione sul ruolo e la figura dell’editor all’interno di una casa editrice e soprattutto come collaboratore strettissimo (dai tratti “materni”) dell’autore…E’ solo una delle visioni, una delle opinioni, ma questo è il bello del confronto…Leggete e, se volete, commentate. Grazie per l’attenzione e un saluto da qudu (qudulibri.wordpress.com) ai lettori dello Strillo!

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17 febbraio 2013. Questa sera lo Strillo, nella sua veste di almanacco della poesia, dopo Fabia Genzovich, segnala e propone un’altra amica poeta: Silvia Secco. Di lei il poeta Enea Roversi (http://tragicoalverman.wordpress.com/2012/11/13/silvia-secco-otto-poesie) dice: “Silvia Secco è poetessa assai appartata. Penso che il suo modo di fare poesia sia colto, ricercato, senza mai essere lezioso e meriti di essere maggiormente conosciuto”. Lo pensiamo anche noi di qudu e siamo lieti d’accogliere Silvia con questi suoi otto canti, versi sgranati quasi novene che incalzano un ritmo in assonanze che si rincorrono, respiri sempre più bevi, sommesso il tono, che s’alza, e da soffio lieve si fa corpo, s’incarna per non permetterci di-men-ti-can-za. Nessun timore nell’uso della rima che accede e non ci molla, respiro sospeso fino in fondo, ci accorgiamo infine di aver attraversato uno spicchio di mare, a bracciate veloci, verso Almaluce, / Al tuo nome sognato / Che ancora era inverno. Fessure di speranza, buona lettura e saluti da qudu (qudulibri.wordpress.com).

Silvia Secco – Otto Poesie

I.

Avrei scommesso sarebbe arrivata.

C’era odore d’erba

appena tagliata

nell’aria. In folata. E scie di rondini

in volata. Era lei:

litania del verso,

un grano fra le dita/perla/pepita…

Sgra-na-ta. Aveomaria

pian piano invocata,

la spina nella mano e giusto un pianto

un vagito. Era lei,

l’ho sentita: Anita,

che suona una foglia a doglia finita

e il suono si rima

alla vita e al nome

come se il soffio quietasse il bruciore.

II.

Non ha la mia età abito bianco

gigli di campo per la chiesa

la spesa del Sabato, attesa

del domani. (Mi tieni le mani tu?

Sono nude. Bucate. Vuote.)

Non ha figli la mia età, non ha

pareti ne’ porte. Qualcuno

è entrato nella notte. L’oro

era nello scrigno. L’han portato via:

l’oro, il lavoro, sogno, fede.

In balia della frode non ha

scuse la mia età: sonnecchiava…

Al festare astuto dei giostrai

s’è distratta. Non gener’azione ormai,

genera soste.  Soprassiede.

Ha riempito i fogli di neve.

Quaderni e quaderni di niente.

Li disferà il solleone o il viavai

dei coetanei. (Al mattino il vuoto in bocca.)

L’età nella bolla. L’inutilità.

III.

Santa distanza. Salvifica strada

il salto, la di-men-ti-can-za. Falsa

speranza finalmente denudata

riapparsa. Verità ora cruda e Santa.

Santa bambina. Scabrosa rovina

rimossa, tolta, mai stata, negata.

Compostamente spostata (murata)

al sicuro (ma ne fiorisce il muro,

il salso. Ammuffisce, riaffiora, macchia,

piaga, spiga, spina, ostia, rosa). Santa

muta omertà che nessuno indovina

santamente. Santa l’altrui cecità.

Santa altalena. Conchiglia di pena,

luogo, cancrena, sgomento, impurità.

Santo-Santissimo comandamento.

Undicesimo: tacere. Far finta

di niente. Santo il tormento presente.

Ora. Consapevolmente: “Solo lei?

E altri mai? Prima? Dopo? Accadrà? Sarà

accaduto?” Santa furia. Impotenza.

Santa pazienza. Perduto perdono.

La Violainfanzia (non colta, violata)

eppure sbocciata. Sopravvivenza.

Santa la sorte che l’Orco coglierà.

Al letto di morte. Santa coscienza.

IV.

“Forse del vero
Esiste un punto dove il sogno passa
Al nostro cielo, nudo di mistero”
(A. Caramella, Scissura Sagittale da Murales Lunares)

Sale. Il giorno scioglie i nodi ai capelli

ai tuoi rosari, Iris. Di-sfà i cristalli

sgela a saliva e ti ci bagni il dito.

Lo porti alle labbra e bevi. E’ piovuto

ieri. E’ nato tuo figlio. Ha un diamante

a fine del ciglio. E dentro un istante

di perfetta compassione. Un tutt’uno

(a pelle a pelle a ventre a labbra a seno),

d’unione. Come se rive, brandelli,

derive… Se avessero soluzione

in un punto, un ponte arca-arcobaleno

d’assoluzione che è lì! Nel compiuto

e primo nominarsi d’occhi e tocchi

latte e sale a solvere il male. In niente.

V.

“Lenta l’armonia dei grilli
tenta i cieli opachi”
(N. Gelamonte, “Notte Estiva”da Vento dell’Orsa)

Sublime la speranza dei soffioni

nelle eroiche dispersioni dei semi

sui campi, i lampi semantici estremi

di lucciole al bivio / delle opinioni

derise dai bravi (gli ignavi) e assenti.

Sublimi i perdenti in partenza. Eppure

partiti, l’audacia delle radure

nel folto, i vuoti inattesi-insolenti

di memoria, il maltolto: da aquiloni

a dito (il filo sfinito che stenti

a vedere ma tieni), le abrasioni

sulle mani (ci entra il mondo) che tremi:

paure per cui ti sublimi, fessure,

fondo. Lì germina il grano. In diademi.

VI.

“Il sonno pacifico delle alghe”
(A. Merini)

Tu sia il benvenuto , principio

del giorno. Germoglio, bambino.

Puntino di biro nel seno,

un pieno in un cavo di mano.

Un pulsare segreto e intorno

il mare: respiro di alghe al fondo,

(somiglia al respiro del sonno)

riposo. La buona stagione

attesa. Bolla di sapone…

E la previsione del tempo

e il significato del nome

e almeno un timore, e una voglia

(al dato finale di storia).

Rossore, scompiglio, occhiolino.

Che sia il caporiga e il seguente.

La nota dileguadolore.

VII.

Almaluce,

Al tuo nome sognato

Che ancora era inverno.

Gheriglio di noce, segreto

Giardino: si tace di te, adorata.

Che ancora era estate

E sei nata, oro dal grano,

Mosto già al naso e neri

Gli acini, capelli e pensieri.

E ogni cosa al suo

Posto e la conta delle dita

E tutto un lunghissimo ieri

Ed ora il presente.

Come prima più niente

Come fino al tuo nome, l’Oriente

Negli occhi, dove l’alba schiude

Calma, e sporpora e scuce.

Almaluce.

VIII.

Esco. Nella notte

mi scopro. Mi spoglio.

E lei è mia sorella

sonnambula e scalza.

Si avanza raminghe,

vicine. Sul limo

ingordo del mondo:

un passo e un affondo,

mi incaglio, m’infango

i piedi. Mi sveglio.

Ed ho mani vuote.

Ed ho braccia vuote.

Ed ho labbra secche.

Ed ho ventre vuoto.

Nel vuoto dell’assenza

contemplo un niente tra le mani:

il tuo belniente abbandonato

al punto di partenza.

Pazienza. Allargo i palmi.

Lo lascio cadere giù.

Inspiro e soffio:

niente più.

Silvia Secco – Nata nell’Alto Vicentino nel 1978, dove vive la sua famiglia, dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove tutt’ora risiede. Ha una formazione artistica e letteraria. Alcune delle sue poesie in italiano e in dialetto vicentino, non ancora edite, sono pubblicate in rete. I suoi componimenti sono stati segnalati in diversi concorsi nazionali, tra i quali il Premio Iris, il Premio Renato Fucini, il Premio Tapirulan Poesia e il Premio Vigonza.

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15 febbraio 2013. QUESTA MATTINA LO STRILLO SEGNALA DUE EVENTI IMPORTANTI che si tengono a Bologna: il primo oggi pomeriggio alle ore 18 presso la Libreria delle Moline, dove verrà presentato dal Prof. Dan Cepraga dell’Università di Padova e da Vincenzo Bagnoli il volume DI LA’ DAL BOSCO, nel quale venti scrittori d’oggi, poeti e blogger, ripercorrono, tramite sensibilità, fantasia e memorie personali, una fiaba classica o proveniente dalla tradizione popolare locale. Letture degli autori dei saggi Patrizia Dughero, Vincenzo Bagnoli, Azzurra D’Agostino, Marco Simonelli e Mariagiorgia Ulbar. (Aa. Vv. – DI LA’ DAL BOSCO – Dotcom Press – Le voci della Luna, 2012 – pagg.  168, € 15,00).

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Il secondo evento si terrà invece mercoledì 20 febbraio dalle ore 15,30 alle ore 18,30 presso la sala ex refettorio del Convento di San Mattia in via Sant’Isaia 20 a Bologna. In seno ad un’iniziativa nazionale di informazione e sostegno per la ricerca di giovani desaparecidos argentini sottratti alle famiglie naturali durante l’ultima dittatura, verrà proiettato il film VERDADES VERDADERAS. La vida de Estela, di Nicolas Gil Lavedra – Argentina, 2011, 96’ (con sottotitoli in italiano – Il lungometraggio racconta la storia di Estela Carlotto, della sua famiglia e della lotta delle Nonne di Piazza de Mayo, impegnate nella ricerca dei bambini desaparecidos rubati alle famiglie durante l’ultima dittatura argentina). Successivamente si terrà un dibattito all’interno del quale verrà presentato il volume BUSCANDO A MANUEL edito da 24marzo Onlus in collaborazione con qudulibri (saranno presenti Macarena Gelman e Manuel Gonçalves Granada – quest’ultimo protagonista della storia narrata nel volume – e entrambi “nipoti ritrovati”, membri dell’organizzazione Abuelas de Plaza de Mayo). Aa. Vv. – BUSCANDO A MANUEL – 24marzo Onlus – qudulibri , 2013 – pagg.  112, € 10,00.

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Ordine perentorio: “Diffondete!” Un sincero ringraziamento e un saluto da qudu (qudulibri.wordpress.com).

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10 febbraio 2013. Oggi lo Strillo è “autoreferenziale”, si copre di lustrini e, perchennò, si dà anche un certo tono..fiero di annunciare il risultato della seconda collaborazione con 24marzo Onlus (e con gli altri autori, Fabio Bianchini, Renato Bonanni, Giancarlo Brancale). Tra pochi giorni sarà disponibile infatti una sceneggiatura trasformata in libro, un film non ancora girato che vuole farsi leggere: BUSCANDO A MANUEL, la storia vera del recupero dell’identità di Manuel Gonçalves Granada. Dalla quarta di copertina: “Nel 1995 avevo 19 anni, mi chiamavo Claudio Novoa e vivevo una vita “normale” con Elena, mia madre adottiva. Sapevo di essere stato adottato e convivevo con quella realtà senza grandi problemi (…). Poi all’improvviso, un pomeriggio, arrivò a casa un antropologo forense per parlare con me e la mia vita cambiò per sempre”. Saluti affettuosi da qudu (qudulibri.wordpress.com)

cop singola buscando

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4 febbraio 2013. Oggi lo Strillo cerca di attirare l’attenzione su un problema tecnico; di limitate vedute intellettuali ma con notevoli ripercussioni, talvolta negative, per l’economia dei piccoli editori, ma anche di quelli non proprio piccoli. La distribuzione. Lo fa andando a ripescare un articolo (http://www.giornaledellalibreria.it/Portals/_default/Skede/Allegati/Skeda301-1125-2012.4.2/08_La%20tempesta%20perfetta.pdf) non certo recente ma ancora attuale. Gli addetti ai lavori possono “scatenarsi” nel dibattito…Un saluto da Qudu (qudulibri.wordpress.com).

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1 febbraio 2013. Oggi lo Strillo si risveglia, dopo un laborioso e lungo silenzio, con energia convogliata, e suggerisce di leggere attentamente quanto recentemente e meritoriamente pubblicato in rete: l’archivio di pubblicazioni e scritti dell’intellettuale bolognese (noi preferiamo libraio) Roberto Roversi (www.robertoroversi.it), nel giorno in cui avrebbe compiuto novant’anni. Consiglio: visitate e nutritevi. Grazie per l’attenzione e un saluto da Qudu (qudulibri.wordpress.com).

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26 gennaio 2013. Oggi lo Strillo cambia immagine…ogni sabato ci occuperemo di poesia, editi e inediti di amici poeti, poeti appena incontrati o ritrovati; lingue e linguaggi che s’intrecciano a donare trame e orditi di una tessitura lieve di realtà.

La prima amica poeta che presentiamo è FABIA GHENZOVICH, da TOTEM, silloge inedita dal sito di Italian Contemporary Poets (http://italianpoets.wordpress.com/2012/11/24/fabia-ghenzovich-totem-silloge-inedita/). Fabia, interessata alla poesia e alle sue possibili interazioni e contaminazioni  tra i linguaggi dell’arte e in particolare con quello musicale, come nel caso di “Metropoli”, scrive originali testi musicati in stile rap; attenta alla scrittura femminile e al disagio che da essa si esprime, dice: “… la donna è ancora soggetta, limitata e avvilita in una scissione tra ciò che si potrebbe essere per amore della vita e ciò che si è per condizione e imposizione della non vita. Probabilmente nella scrittura delle donne questa frattura ha lasciato traccia evidente.”

Buona lettura e saluti da Qudu (qudulibri.wordpress.com).

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23 gennaio 2013. Oggi lo Strillo sbarca oltr’alpe e vuole condividere con i suoi lettori questo altro importante risultato: UNA VOCE ARGENTINA CONTRO L’IMPUNITA’. LAURA BONAPARTE, UNA MADRE DE PLAZA DE MAYO, di Claude Mary (leggi un abstract su http://issuu.com/simonecuva/docs/una_voce_argentina_contro_l_impunita__-_abstract_x?mode=window&viewMode=doublePage), ha ottenuto, grazie al lavoro dell’autrice, quest’altra recensione (http://www.elcorreo.eu.org/Laura-Bonaparte-Une-Mere-de-la-Place-de-Mai-contre-l-oubli?lang=fr) su una nota rivista online francese pubblicata anche in lingua spagnola, EL CORREO. Grazie a tutti coloro che vorranno divulgare la notizia. Saluti da Qudu (qudulibri.wordpress.com)

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22 gennaio 2013. Lo Strillo si è dato come obiettivo quello di pubblicare articoli, segnalare eventi, riportare percorsi, sempre immersi nell’idea che la Cultura è quanto si apprende dal momento della nascita a quello del trapasso, e da es…sa quindi non si può prescindere, come il respiro. L’editoria è un sottomondo dell’universo della Cultura e in Italia esso ha un panorama complesso e dalle molte sfaccettature. Una di esse, nebulosa e triste, è la crisi finanziaria che attanaglia alcuni quotidiani, tra i quali, il manifesto. Negli ultimi anni i passaggi attraversati dalle proprietà che si sono succedute, e soprattutto dai lavoratori, sono stati pieni di travaglio e di pena, pieni di orgoglio e di coraggio. Speriamo che questo sia l’ennesimo passaggio travagliato e non l’ultimo tratto di strada percorso con un filo di carburante.

Oggi quindi Qudu vi segnala questo link (http://www.ilmanifestobologna.it/wp/2013/01/manifesto-addio-eretici-ortodossi-forse-cristiani/). Scusate il pistolotto. Saluti. (qudulibri.wordpress.com)

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21 gennaio 2013. Lo Strillo invita oggi alla lettura di questo corposo e interessante articolo (http://www.lindiceonline.com/index.php/blog/quality-street/302-sull-arte-della-recensione) della rivista L’INDICE DEI LIBRI DEL MESE sul ruolo attuale e l’arte della critica letteraria, nel quale ne viene effettuata una attenta disamina storica dalle origini del giornalismo moderno fino ad oggi. Grazie per l’attenzione e saluti da Qudu (qudulibri.wordpress.com).

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18 gennaio 2013. Iniziativa importante oggi da segnalare tramite lo Strillo: dalla Svizzera, da Bienne, luogo delle scambio perfetto tra il tedesco e il francesce, divulghiamo la notizia di questo cartellone di incontri (http://www.bielergespraeche.ch/attualita/) nei quali gli autori, avvezzi alla scrittura ma spesso non alla parola, riflettono e discutono invece sui loro testi e le rispettive traduzioni in altre lingue.  Colgo l’occasione per ringraziare l’amico Fabiano Alborghetti che ci ha fatto notare questa  inziativa. Saluti da Qudu (qudulibri.wordpress.com).

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15 gennaio 2013. Oggi lo Strillo si mette in ghingheri, e si dà anche un po’ di arie..! Uno dei periodici di politica internazionale più prestigiosi al mondo, LE MONDE DIPLOMATIQUE, distribuito nell’edizione italiana da il manifesto, ci ospita  con una lunga ed emozionante recensione del libro da noi curato UNA VOCE ARGENTINA CONTRO L’IMPUNITA’. LAURA BONAPARTE, UNA MADRE DE PLAZA DE MAYO edito da 24marzo Onlus (https://qudulibri.files.wordpress.com/2013/01/recensione-le-monde-diplomatique_1-pagina1.pdf). Il nostro ringraziamento va in primis alla redazione de LE MONDE DIPLOMATIQUE ed in particolare a Geraldina Colotti autrice dell’articolo. Poi a Jorge Ithurburu, Presidente di 24marzo Onlus, che a Roma tiene i rapporti con i principali quotidiani italiani ed internazionali. Ci permettiamo di dire che questo è un successo soprattutto per la causa ma anche per chi per la diffusione della causa ha  lavorato e ha dedicato vita professionale e privata. Leggendo questo articolo, forse qualcuno in più verrà a conoscenza della tragedia dei desaparecidos argentini. Saluti e grazie per l’attenzione da Qudu (qudulibri.wordpress.com).

Qudulibri ricorda che per chi volesse acquistare il volume, lo può fare direttamente inviando una mail al nostro indirizzo info.qudulibri@yahoo.it (spese postali a carico nostro) oppure presso una delle nostre librerie fiduciarie (https://qudulibri.wordpress.com/acquisti-diretti-e-librerie-fiduciarie/) sparse sul territorio nazionale..ancora poche ma in costante aumento…grazie ancora. PD & SC

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14 gennaio 2013. Jolka Milich. Lo Strillo continua a segnalare eventi, articoli, uscite di volumi, che nel panorama editoriale italiano e internazionale (quello visibile…) possano, a modesto parere di chi scrive, contribuire a rafforzare l’idea che l’amore per le cose è il primo passo verso un risultato di qualità di quanto si produce, si scrive, si pubblica, si traduce. J. M., importante traduttrice e letterata slovena, indaffarata e rinomata intellettuale da tempo conosciuta anche in Italia grazie ad alcuni suoi lavori pubblicati, ha scritto questo “alfabeto lirico dei poeti sloveni” (http://www.filidaquilone.it/num027milic.html#ales). Ve lo segnaliamo per assaporare una tradizione letteraria vicina a noi ma quasi sconosciuta. Saluti da Qudu. (qudulibri.wordpress.com)

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10 gennaio 2013. Lo Strillo oggi strilla, molto arrabbiato. E segnala un articolo (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/01/08/utopia-trasloca-la-hoepli.html?ref=search) da Repubblica.it dell’8 gennaio scorso sulla condizione delle librerie storiche di Milano. L’editoria è anche business, e per fortuna, a mio parere. Ma quando prevale il lato oscuro del business, allora succede questo…Un caro saluto e grazie per l’attenzione. SC per Qudu (qudulibri.wordpress.com)

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9 gennaio 2013. Lo Strillo di Qudu segnala con piacere un articolo (http://www.the-tls.co.uk/tls/public/article1190423.ece)  del Times Literary Supplement (nella rubrica “Poem of the Week”)  che riguarda l’importante poeta, critico ed editor irlandese Dennis O’Driscoll, recentemente scomparso e considerato un “erede letterario” di Raymond Carver. Siamo lieti di proporvelo insieme ad una sua poesia. Buona lettura e grazie per l’attenzione.

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8 gennaio 2013. Oggi lo Strillo segnala un’intervista (http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2013/01/07/news/noi_editori_intellettuali_decaduti_saremo_salvati_dai_lettori_ragazzini-50045266/?ref=HREC2-18), raccolta dal sito Repubblica.it, al presidente e direttore generale del gruppo editoriale francesce Flammarion. Un importante spunto per chi nel mondo dell’editoria già lavora oppure vorrebbe inziare a costruire il proprio futuro. Saluti da Qudu.

Riferimenti: Teresa Cremisi, Flammarion, Repubblica.it.

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7 gennaio 2013. Lo Strillo non è una rubrica di necrologi ma le stanze della casa della cultura si svuotano ogni tanto dei loro preziosi contenuti. Giovanna Bemporad (Ferrara, 1928 – Roma, 6 Gennaio 2013). Rimando, per chi volesse, alla pagina di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanna_Bemporad).

Oggi qudulibri segnala anche un libro: Arto Paasilinna SANGUE CALDO NERVI D’ACCIAIOIperborea – isbn 9788870915099 – pagg. 242 – € 15,00.

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4 gennaio 2013. Preparando una presentazione di UNA VOCE ARGENTINA CONTRO L’IMPUNITA’. LAURA BONAPARTE UNA MADRE DE PLAZA DE MAYO, primo titolo dell’associazione 24marzo Onlus da noi curato, mi sono imbattuto in questo documentario di Rai Scuola, preparato in collaborazione con il LANDIS (Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia) di Bologna, che a nostro paerere vale la pena di pubblicare. Saluti da qudu.

Riferimenti: LANDIS; RAI SCUOLA; 24marzo Onlus

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3 gennaio 2013. Da oggi, qudulibri cercherà di mettere online ogni giorno un articolo, una notizia, uno strillo o anche solo un link, che abbraccia il tema della cultura. Nel senso più vasto e letterale del termine, intendendola come la compagna che ci cammina accanto per tutta la vita, considerandola come l’insieme di tutto ciò che apprendiamo da quanto nasciamo fino a quando trapassiamo.

Eventi, manifestazioni, novità editoriali in qualunque campo e dovunque, benchè ritenuti e ritenute meritevoli di interesse dalla nostra redazione. Anche in altre lingue, provenienti da altri luoghi, con la speranza che la comprensione possa anche essere intuito, oppure interpretazione.

Accettiamo di buon grado, ringraziando anticipatamente, segnalazioni, critiche e commenti. Oggi, terzo giorno dell’anno, da un pensiero condiviso di stamani, partiamo così:

da IL GIORNALE DELLA LIBRERIA (numero di gennaio 2013): “Europeana e Digital Public Library of America: una mostra virtuale per cementare l’allenza digitale“.

Riferimenti: Europeana; Digital Public Library of America

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